16 aprile 2021: il Convegno Osim ‘Donne e Potere tra dominio e sovversione’ conclude in bellezza il progetto omonimo

Questo il link per vedere il Convegno Osim nella sua interezza (3h30 circa di registrazione).

Ancora un grazie all’Assessorato alle politiche sociali del Comune di Livorno, ai partner Time for Africa, Cafre e Musmed, ai membri dell’Osim e a tutti gli amici che ci hanno dato fiducia e dedicato il loro prezioso tempo!

Arianna Obinu, Vicepresidente Osim

Tahwida Ben Sheikh, il valore di una storia

Banconota da 10 dinari, Tunisia 2020

In piena pandemia, nel marzo del 2020 la Banca Centrale di Tunisia ha emesso una nuova banconota da 10 dinari (circa 3 euro), con il volto di Tawhida Ben Sheikh, prima donna tunisina ad ottenere il diploma nel 1928 e prima donna medico in Nord Africa. Tawhida, nata nel 1909 da una famiglia agiata, poté compiere gli studi universitari in Francia grazie alla caparbia di sua madre, che lottò contro i veti familiari e sociali che avrebbero frenato la formazione universitaria della giovane ed il suo soggiorno di studio all’estero. Ma Tawhida meritava una chance, e di questo si accorsero il direttore francese dell’Istituto Pasteur di Tunisi e sua moglie, che ne assecondarono le attitudini agevolandone il  trasferimento a Parigi, dove la Ben Sheikh si laureò in Medicina, nel 1936, vent’anni prima che la Tunisia conquistasse l’indipendenza dai Francesi. Il piccolo Paese nordafricano viveva già da fine ‘800 un appassionato dibattito sull’esigenza di modernizzare istituzioni, leggi ed abitudini socio-culturali, ed in questa cornice era compresa la riflessione sul ruolo della donna nella società arabo-islamica, tema capace di accendere gli animi dei conservatori legati agli ambienti della Zaytuna, e dei progressisti, aperti alla parità dei sessi e all’ingresso delle donne nel mercato del lavoro.

Al suo ritorno a Tunisi, Tawhida esercitò la professione medica nel privato, poiché per legge le donne non avevano accesso a carriere nel settore pubblico. Prima come pediatra, poi come ginecologa. Il suo valore non tardò ad essere riconosciuto, così diventò primario nel 1955 ed entrò, prima donna nella storia nazionale, nell’Ordine dei Medici Tunisini (v. foto), ricoprendo poi l’ambito ruolo di vice presidente, a partire dal 1962.

La sua vocazione all’aiuto degli ultimi portò Tawhida a fondare un centro per la salute dedicato alle donne, ed uno dedicato agli orfani. La sua lotta solidale per l’emancipazione delle tunisine si concretizzò nell’apertura della prima clinica africana per il controllo delle nascite e per la pratica abortiva, legalizzata in Tunisia già nel 1973, a fronte della contrarietà di tutti gli altri Paesi arabi che perdura fino ai nostri giorni. Inoltre, al fine di coinvolgere le donne nella consapevolezza dei propri diritti, diresse la rivista mensile Leila, in lingua francese, occasione per parlare di prevezione e salute “al femminile”, e partecipò alle attività promosse dal Club della giovane tunisina e dall’Unione delle donne musulmane.

Collaborò alla creazione della Scuola per ostetriche e fu anche vicedirettrice della Mezzaluna Rossa, associazione che in terra islamica è l’equivalente della Croce Rossa.

Madre oltre che medico, Tawhida ha vissuto una vita lunga e laboriosa, spegnendosi nel 2010 a 101 anni. In suo onore a Tunisi è sorta l’associazione omonima, che si occupa di sostegno sanitario ed è stata fondata da medici, ostetriche ed infermieri che hanno apprezzato il lavoro e la dedizione della Ben Sheikh per l’interesse comune dei tunisini. Da tempo costoro reclamavano un gesto di riconoscimento per la Ben Sheikh da parte dello Stato. Tuttavia, hanno fatto prima i parigini, nel 2011, ribattezzando il distretto sanitario di Montreuil con il suo nome. 

La Tunisia, dal canto suo, nel 2012 le ha dedicato un francobollo, fatto inusuale, visto che prima di lei i personaggi femminili rappresentati sui prodotti filatelici erano stati pochi: la regina fenicia Didone, fondatrice di Cartagine, per esempio, e Aziza Othmana, munifica principessa della dinastia dei bey Muradidi, vissuta nel XVII secolo.

Infine è arrivata la banconota da 10 dinari, un unicum nei Paesi arabi. Una rarità nel mondo intero, a ben vedere: un sito di numismatica ci informa che esistono solo 122 banconote, – sulle 1300 esistenti -, che recano impressa l’immagine di una donna. E poiché in 74 casi si tratta di Elisabetta I, scendono a 48 le effigi femminili in circolazione su cartamoneta, pari al 3% totale. Un vero peccato, che la dice lunga sul potere degli uomini di raccontare la storia e incanalare le memorie collettive. 

Ma siamo ottimisti, la banconota tunisina ci regala un altro sorriso, a firmarla sono il Direttore della Banca Centrale di Tunisia e la vice Direttrice, prima donna, e speriamo non ultima, a rivestire un incarico così importante.

Arianna

Convegno finale Donna e Potere – tra dominio e sovversione

Sabato 10 aprile l’Osim ha portato a termine il percorso di avvicinamento al Convegno del 16 aprile su Donna e Potere – tra dominio e sovversione. In occasione dei quattro incontri tenuti da Ahmed Habouss e Arianna Obinu, i temi affrontati sono stati molteplici e hanno abbracciato un arco temporale e geografico ampio e irto di complessità. Abbiamo condiviso delle scelte metodologiche e contenutistiche, mettendo in luce talune autrici ed autori vicini alla questione femminile, evidenziando criticità e passi avanti nel percorso di emancipazione della donna nei Paesi cosiddetti arabo-islamici attraverso i secoli.

Ringrazio vivamente chi con pazienza ci ha seguiti e sostenuti, in collegamento da Toscana, Friuli V.G., Sardegna, Lombardia e Piemonte, nonché dall’Algeria.

Sono lieta di darvi appuntamento a venerdì 16 aprile p.v. alle ore 15.30.

Il convegno è aperto a tutti gli interessati. Per ricevere il link del collegamento online sarà sufficiente farne richiesta all’email dell’associazione OSIM: osimlivorno@gmail.com

Ricordo con piacere che questi eventi sono stati patrocinati dal Comune di Livorno, e hanno coinvolto partner toscani ed extraregionali, uniti dall’urgenza di svolgere una corretta e rispettosa informazione, e dalla passione per la divulgazione culturale.

Arianna