Permesso di soggiorno a…ostacoli!

 

Il 9 dicembre è entrato in vigore il decreto del Ministero dell’Interno, sottoscritto dai ministri Maroni e Gelmini, che stabilisce che il permesso di lungo soggiorno (la ex “carta di soggiorno” rilasciata agli stranieri residenti stabilmente in Italia da almeno cinque anni) sia concesso allo straniero in possesso dei requisiti di legge (reddito e alloggio idonei, parere favorevole del casellario giudiziario…), ma previa verifica della sua conoscenza della lingua italiana. I test di lingua avranno inizio nel mese di febbraio e, pertanto, vi è la possibilità per gli interessati di prenotarli on-line già da ieri, con l’ausilio, qualora vi fossero delle difficoltà, dei patronati ACLI territoriali. Il test, inoltre, è obbligatorio solo per lo straniero extra-comunitario che non abbia conseguito una certificazione linguistica in passato, di livello non inferiore al secondo grado (A2) del Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue. Ne sono esentati anche i figli degli immigrati minori di 14 anni, i titolari di diploma di scuola secondaria italiana o di certificati di frequenza universitaria o dottorale, così come gli stranieri che han fatto ingresso nel nostro Paese come dirigenti, professori universitari, interpreti. Infine, non dovranno sostenere il test gli stranieri affetti da gravi limitazioni delle capacità di apprendimento. La prenotazione indirizzata alla Prefettura consente di essere convocato entro 60 giorni all’esame. I risultati verranno poi trasferiti alle Questure competenti, affinché possano procedere all’iter burocratico necessario al rilascio dell’importante documento. Il permesso di lungo soggiorno, infatti, comporta l’inespellibilità del cittadino straniero, e ne esplicita anche una sua scelta decisa a permanere in Italia, a fondarvi la sua famiglia o ancora a riunirla qui. La proposta di un test linguistico non è una novità italiana. In Danimarca il test è noto per la sua difficoltà. L’Olanda, ormai dal 2006, verifica le conoscenze degli stranieri in lingua, cultura e valori olandesi, ritenendo che sia segno di impegno all’integrazione un simile passaggio. Il fatto è che per uno straniero pagare 350 euro per sostenere l’esame è certamente un impegno più che di integrazione, di natura squisitamente economica! E gli olandesi non si erano fermati a questo: il test di conoscenza linguistica doveva svolgersi per via telefonica, e al momento del test di cultura, agli stranieri venivano propinate immagini di nudo e di baci omosessuali, per mettere alla prova la tolleranza  e l’adattabilità dei futuri ospiti, soprattutto turchi e marocchini, la cui religione sembra destare qualche inquietudine nei Paesi Bassi. Ma in cosa consiste la prova di lingua italiana e qual è la ratio che sta alla base di questa proposta? L’uniformità è il primo criterio, dunque in tutta Italia gli esaminandi sosterranno analoghe prove. Solo in Alto Adige gli amministratori locali hanno previsto anche un mini test di accertamento linguistico del tedesco, i cui risultati non incidono in materia di rilascio del permesso di soggiorno, eppure condizioneranno lo straniero nell’ottenimento di sussidi. L’esame, gratuito, si svolgerà negli istituti scolastici più vicini al luogo di residenza dello straniero, e consisterà nella comprensione di brevi testi ed espressioni correnti, per iscritto (al computer o “tradizionalmente” muniti di carta e penna) ed oralmente. Chi non dovesse superarlo, tra i circa 80.000 candidati previsti, non deve temere, potrà sostenere nuovamente il test ad libitum, magari impegnandosi un po’ di più! Il livello A2 presuppone una conoscenza basica di una lingua, utile a comunicare con un lessico semplice nelle situazioni di vita quotidiana. L’introduzione del test di lingua ha un valore simbolico forte. Benché non certifichi il livello di integrazione di un individuo, tuttavia è innegabile che costituisca un passaggio indispensabile in quella direzione. Aspettiamo i primi risultati, sperando che lo Stato, in prima persona o tramite finanziamenti alle associazioni di volontariato che si occupano di alfabetizzazione, adempia anch’esso al dovere dell’integrazione rafforzando il sistema di insegnamento serale rivolto agli stranieri e agevolandoli, così, nella riuscita.

 

~ di aripo su dicembre 10, 2010.

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